5 errori comuni nella gestione della rete aziendale e come evitarli

Sai quali sono gli errori di gestione della rete aziendale più diffusi che possono compromettere la produttività e l’efficienza della tua impresa?

Prima di scoprire i 5 più comuni, facciamo una piccola premessa. Considera che le reti

aziendali per la condivisione di risorse e dati che collegano i vari dispositivi all’interno di un’organizzazione sono infrastrutture vitali per il business.

Riescono, infatti, a facilitare la comunicazione tra i dipendenti, la navigazione su Internet, l’accesso a servizi cloud, oltre a semplificare le operazioni di manutenzione, aggiornamento e di risoluzione dei problemi.

Per diversi fattori, come gli ambienti di lavoro ibridi e i continui attacchi malware, gestire una rete attualmente è più complesso che in passato.

Capita, infatti, di imbattersi sempre di più in insidie che possono minare la rete già all’avvio o nel corso del tempo, creando dei rallentamenti nella produttività, perdite dei dati, rischi per la sicurezza o l’aumento dei tempi

di inattività.

In questo articolo ti mostriamo quali sono i problemi più comuni e come evitarli.

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Quali sono gli errori nella gestione della rete aziendale

Ci sono 5 pericoli nascosti che, più di altri, causano scompensi nella gestione della rete aziendale. Vediamoli uno per uno e le possibili soluzioni.

1. Scarsa pianificazione

Una rete progettata male può essere sovra o sottodimensionata rispetto alle necessità aziendali causando degli sprechi o dei congestionamenti delle risorse o esponendo l’azienda a downtime prolungati in caso di guasto hardware.

Avere una visione completa di ciò che si vuole realizzare, con un progetto strutturato, consente di mantenere l’efficienza della rete IT.

Prima di costruire la rete, è bene identificare con precisione quali sono le esigenze dell’impresa considerando, per esempio, il numero di persone che la useranno, le applicazioni da installare, i picchi di traffico preventivati e il grado di continuità operativa necessaria per lavorare in maniera ottimale. Questo è il punto di partenza per realizzare un’infrastruttura flessibile, personalizzata, sicura e capace di crescere con l’azienda.

2. Mettere sullo stesso piano le applicazioni aziendali

Un errore spesso sottovalutato nella gestione delle reti aziendali è quello di trattare tutto il traffico allo stesso modo.

È vero che sulla rete scorrono dati e vengono installati diversi programmi fondamentali per il business, come i gestionali ERP, i software per le call con i clienti e per i backup automatici in cloud (per esempio su Google Cloud Platform), ma ciascuna di queste applicazioni ha un impatto diverso sulla rete e può rallentarla.

Il rischio? Che la banda venga condivisa in egual modo con tutti influenzando così le tempistiche e l’operato. Per esempio, una rete lenta può ridurre l’efficienza del gestionale incidendo negativamente sul lavoro di interi reparti, come quello amministrativo o del magazzino.

Ancora, una call con il cliente che si interrompe spesso può precludere una trattativa commerciale.

L’ideale, quindi, è configurare la rete per stabilire la priorità del traffico rispetto all’importanza delle applicazioni e in relazione alle risorse effettivamente impiegate.

3. Politiche di sicurezza inadeguate

Le minacce evolvono continuamente e spesso non basta installare un firewall o una VPN per essere immuni da ogni problematica. Occorre, invece, aggiornare frequentemente le policy di accesso, prediligendo l’autenticazione a due fattori e la gestione dei privilegi degli amministratori.

Oggi il concetto più evoluto è quello di Zero Trust, un modello di sicurezza che verifica sempre l’identità di ogni utente e di ogni dispositivo che tenta di accedere alle risorse di una rete privata.

A questo va aggiunta la revisione delle regole di firewall, degli accessi, dei log e un’attività di monitoraggio con cadenza regolare. Non è un procedimento semplice, ma è ciò che serve davvero per proteggere i dati aziendali e garantire la business continuity.

4. Scarso monitoraggio della rete

La rete va monitorata costantemente per individuare le anomalie in tempo reale e agire proattivamente. Solo così è possibile intervenire velocemente per risolvere i problemi prima che si manifestino e arrechino danno al business.

L’attività di monitoring, infatti, può essere utile per evitare i furti dei dati aziendali, i rallentamenti della produttività o l’allungamento dei tempi di inattività (uptime del server). Educare i dipendenti a riconoscere una situazione potenzialmente allarmante e installare software di monitoraggio automatici – che avvisano in caso di minacce, anomalie, sovraccarichi di rete e traffico sospetto – protegge la rete e permette di ottimizzare l’infrastruttura, personalizzandola in base all’utilizzo reale.

5. Formazione inadeguata del personale

Un errore umano può compromettere anche la rete più sicura, monitorata e ben configurata.

Cliccare accidentalmente su un link di spear phishing, utilizzare una password troppo debole o condividere inconsapevolmente delle informazioni riservate sono tutti comportamenti che possono verificarsi comunemente, anche nelle aziende più strutturate.

Ecco perché una formazione adeguata in materia di sicurezza informatica può ridurre drasticamente i rischi, aumentare la consapevolezza e creare una cultura aziendale orientata alla prevenzione.

Anche solo corsi brevi, simulazioni di attacchi phishing o linee guida chiare e condivise con il team IT possono fare una grande differenza.

Prevenire gli errori di gestione delle reti aziendali

La rete aziendale va progettata e gestita con cura, in relazione alle necessità del business, con continui aggiornamenti e un monitoraggio attento.

Per scovare eventuali errori di gestione e porre riparo, solitamente, dopo un audit iniziale, si individua la tipologia di rete aziendale più adatta ai bisogni e la si personalizza a seconda delle performance e nel rispetto del budget.