La deframmentazione disco è un’operazione molto comune in ambiente Windows, e chiunque abbia a cuore lo stato del suo hard disk la esegue regolarmente per evitare che le performance del PC diventino sempre peggiori.

Su Mac, invece, si tratta di un’abitudine molto meno comune: questo deriva dal fatto che la diversa architettura del sistema operativo Apple non produce un’eccessiva frammentazione dei volumi. In altre parole, anche se si sceglie di non deframmentare in MacOS non si dovrebbe andare incontro a problemi particolari.

MacOS prevedere anche degli script automatici, eseguiti regolarmente dal sistema, che protegge in modo efficace proprio quei file (ad esempio di grandi dimensioni, o che vengono modificati più spesso) che sarebbero oggetto di frammentazione.

A ciò si uniscono tecnologie avanzate come la write-behing e la caching read-ahed che contribuiscono a rendere quasi nullo il rischio di un decadimento delle performance sui computer Apple.

Per questo motivo deframmentazione disco in MacOS è un’operazione inutile, quando non addirittura da evitare, a meno di particolari eccezioni.

È infatti possibile operare la deframmentazione anche su uno dei computer di Cupertino, ma va fatto solo quando viene richiesto espressamente: ad esempio è un’operazione non proprio consueta ma comunque eseguita con una certa regolarità dai grafici e dai videomaker, che si trovano a dover lavorare con volumi dove sono presenti file da decine o addirittura centinaia di gigabyte, ad alto rischio di frammentazione.

In questi casi, deframmentare in MacOS potrebbe essere un modo in più per assicurarsi che le prestazioni del sistema siano sempre ottimali. MacOS non ha, nella sua Utility Disco, una funzionalità dedicata alla deframmentazione, proprio perché si tratta di un’operazione molto rara; è quindi necessario scaricare un’applicazione di terze parti, scegliendo tra quelle free o che, almeno, hanno un costo limitato.

Tra le più apprezzate c’è iDefrag, disponibile anche in versione demo per rendersi conto della situazione sul proprio hard disk e sulla necessità o meno di operare la deframmentazione.

Il funzionamento è semplicissimo, aprendo l’applicazione ci si trova con una mappatura del volume e con la possibilità di deframmentare, operazione che dura pochi minuti.