Installare Virtualbox per Ubuntu su Windows: procedura

L’installazione di VirtualBox è interamente automatica, terminata la quale è possibile creare una macchina virtuale che accoglierà il nuovo sistema operativo.

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Per aggiungere Ubuntu su Windows occorre innanzi tutto procurarsi la copia ISO del noto sistema operativo Linux dal sito ufficiale http://www.ubuntu-it.org/. Sulla pagina web è possibile selezionare la versione adatta alla propria architettura di processore, ossia da 32 bit o 64 bit. Ma prima di installare Ubuntu definitivamente sul computer, rischiando di modificare permanentemente anche il sistema esistente, si può provare il nuovo sistema operativo all’interno di un programma che funga da “scatola virtuale”, conosciuto con il nome di VirtualBox e scaricabile gratuitamente.

Questo programma si presta ottimamente anche per gestire più sistemi operativi diversi ed è quindi un ottimo strumento per svolgere dei test informatici.

La procedura prevede la definizione dei parametri principali come, ad esempio, la quantità di memoria RAM, la tipologia di disco fisso, ecc., per i quali è possibile anche lasciare i valori predefiniti dallo stesso programma.

Una volta realizzata la macchina virtuale possiamo aggiungere Ubuntu su Windows facendo doppio click sul file ISO della release scaricata, all’interno della finestra principale di VirtualBox.

I passaggi di installazione di Ubuntu nella macchina virtuale sono i medesimi che si presentano quando si installa questo sistema operativo in maniera pulita su un computer privo di software.

Al termine della procedura, il pulsante di avvio di VirtualBox, dopo aver selezionato il sistema Ubuntu, lancia la virtualizzazione, “trasformando” apparentemente il nostro computer in una nuova macchina ma, come detto precedentemente, senza intaccare minimamente il sistema operativo principale fisicamente presente.

Qualora si decidesse alla fine di non utilizzare più Ubuntu, è possibile eliminare la macchina virtuale appositamente creata con due semplici click, ripristinando così anche le risorse precedentemente impegnate.

Il sistema Windows sottostante non presenterà alcuna variazione rispetto al momento precedente all’installazione di Ubuntu, come se avessimo installato un comune programma di utilità generico.