Chi non ha mai ricevuto addebiti per contenuti e servizi mai richiesti? È molto facile cadere nella trappola degli abbonamenti indesiderati, che spesso, dopo un periodo di prova gratuito, si autorinnovano decurtando parte del credito residuo dell’utente. Malgrado la connivenza degli operatori, è possibile essere rimborsati, soprattutto se non si è stati avvisati dell’attivazione. Vediamo, quindi, come disattivare gli abbonamenti non richiesti e riavere indietro quanto speso.

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Abbonamenti non richiesti: di cosa si tratta?

Buona parte delle compagnie telefoniche stringono accordi commerciali con società che garantiscono i cosiddetti “Servizi a valore aggiunto” o “SMS Premium“. Spesso si tratta di abbonamenti per servizi che riguardano: wallpaper, loghi, suonerie, videogiochi, news, app, etc.. Conoscendo il mancato rispetto degli obblighi di notifica dell’attivazione, gli operatori hanno elaborato apposite procedure di blocco e disattivazione degli abbonamenti, oltre alla restituzione del credito decurtato.

Abbonamenti non richiesti: come disattivare il servizio e chiedere il rimborso

Il primo consiglio cui attenersi per disattivare l’abbonamento è quello di non rivolgersi al numero di telefono presente all’interno della notifica che segue l’attivazione. Si rischia di incappare in una telefonata molto costosa e in un servizio d’assistenza nullo. La scelta migliore è disattivare l’abbonamento attraverso il call center ufficiale o, meglio ancora, per conto proprio, utilizzando l’app dedicata. A tal proposito, Vodafone mette a disposizione degli utenti il numero 190 e l’applicazione “My Vodafone Italia”. Da qui è possibile visualizzare il riepilogo dei costi e dei servizi attivi. Basta cliccare su “Servizi Digitali”, quindi richiedere il rimborso del credito sottratto. TIM, invece, mette a disposizione il 119 e l’app “MyTIM Mobile”.

Abbonamenti non richiesti sul cellulare: cosa fare in caso di rimborso negato

Usando le procedure descritte è facile disattivare i servizi indesiderati, ma è altrettanto frequente trovarsi di fronte ad una richiesta di rimborso respinta. Gli operatori, infatti, fanno leva sulle responsabilità dei clienti distratti. Davanti ad una situazione di questo tipo, è possibile ricorrere gratuitamente al “CORECOM“, l’organo che dirime le controversie relative al settore delle telecomunicazioni.

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